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formato 14,8 x 21

pgg: 198

interno bianco e nero

Un romanzo ottimista e allegro: in questo periodo buio e di scarsi orizzonti mi sono chiesto cosa succederebbe se un virus fosse in grado di sbloccare le aree del cervello responsabili dell'empatia, del senso di comunità, della consapevolezza. È venuto fuori un racconto di utopia sostenibile, un po' alla Jacques Fresco, ma in chiave divertente e leggera. Il paradigma della classica narrativa epidemiologica dove il crescente dilagare del disastro, dal paziente zero alla diffusione globale, viene ribaltato in una rivoluzione sociale e spirituale che suggerisce l’inizio di una nuova era di felicità per la razza umana. Il virus parte da un mitologico demone giapponese di nome Ssa-Ikké, si manifesta e si propaga attraverso una misteriosa "parola", che dilagherà sconvolgendo gli ordini sociali italiani. L'infezione viene trasmessa da uno scoiattolo volante in una pozza termale in Giappone e, per un soprannaturale passaggio alchemico attraversa il centro della terra su flussi magmatici, arrivando a svilupparsi dall’altra parte del globo, in un'altra pozza termale nella Val D'Orcia. Da lì verrà portata a Firenze e di seguito si espanderà secondo il canonico diffondersi di tutte le pandemie. I poteri politico, militare e finanziario cercheranno in tutti i modi di combattere questa epidemia che rende gli uomini liberi dalla schiavitù del denaro e della sudditanza economica. Si creeranno lockdown nazionali che non riusciranno a resistere all'onda rivoluzionaria della "parola". Una serie di personaggi si intrecciano in questo scenario portando i propri disagi personali a servire la trama, ognuno di essi vedrà cambiare la propria vita grazie al contagio e contribuirà alla sua diffusione nei vari ambiti sociali. Questo virus riuscirà a sconfiggere i soprusi quotidiani tanto come le malattie, le ingiustizie, le disuguaglianze. Ognuno sarà costretto a relazionarsi con il suo prossimo secondo una integerrima morale di rispetto ed empatia. Vedremo il disgregarsi delle mafie, della criminalità e delle dipendenze in un'apoteosi di rispetto reciproco. I governi della comunità internazionale, per paura del contagio, bloccheranno i confini italiani con un embargo ma il romanzo termina suggerendo invece una fuga del contagio con una successiva diffusione globale. Ho cercato di usare una tecnica di scrittura innovativa, ricca di neologismi e citazioni che vanno dalla letteratura classica a quella contemporanea fino al cinema in un sincretismo di stili che vuole rappresentare la frenesia culturale dell'era digitale.

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